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Pasquale Aiese ed il silenzio dell’Ordine dei Medici

Ancora un aggiornamento su Pasquale Aiese, il medico hameriano di cui ho già parlato abbondantemente nel mio libro e in questo blog. La notizia di oggi è che si candida a sindaco di Napoli per il “Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità)”, sostenendo le solite bestialità tra il silenzio del suo Ordine nazionale e regionale.

Nel video sottostante sostiene anche di aver gestito un reparto di malati di COVID-19 nel quale nessuno sia mai deceduto. Ma il video contiene numerosi altri spunti, se solo l’Ordine dei Medici volesse intervenire. Cosa succederebbe se questo medico visitasse i suoi pazienti affetti da COVID-19 senza alcuna precauzione?

Medico hameriano accusato di aver falsamente certificato una vaccinazione

Ricordate Pasquale Aiese, il medico che a ‘Mi Manda RaiTre’ difese le teorie di Hamer? Avrebbe falsamente certificato la vaccinazione di un bambino.

Sono ANNI che parlo di lui. Ho scritto diversi esposti all’Ordine dei Medici, ma mi hanno praticamente sempre ignorato.

L’Ordine dei Medici della Campania non mi ha risposto nel 2008, ma lo ha fatto su mia sollecitazione nel 2012. A quanto pare, nel 2008 non riscontrarono alcuna violazione deontologica. Nel 2012 hanno scritto che avrebbero convocato nuovamente Aiese, ma non si sa l’esito di tale convocazione. Li ho contattati per capire se ora si costituiranno parte civile nel processo. Ancora nessuna risposta.

Eppure, già nel 2008 Aiese mi scriveva

“Ho parlato con il Presidente dell’Ordine dei Medici che mi ha garantito appoggio e protezione dalle sue illazioni da pseudo-giornalista. Sue eventuali calunnie verranno affrontate nelle sede legali competenti.”

Qui diceva apertamente di usare le teorie di Hamer sui suoi pazienti.

Qui si vantava di un Linfoma di Hodgking non curato.

Qui diceva che il diabete insipido è dovuto al conflitto di “paura, ribrezzo” o “doversi difendere da qualcuno o qualcosa in particolare.

Di nuovo, sono ANNI che ne parlo, ma non capisco perché gli sia garantita la libertà di fare tanto del male. Di cosa ha paura l’Ordine dei Medici della Campania? Perché non intervengono?

COVID-19 e Nuova Medicina Germanica

Ovviamente per i seguaci di Hamer, coerentemente con quello che l’ex medico scriveva sulle pandemie, la COVID-19 sarebbe causata dalla paura di morire, non dal virus. Insomma, se stai tranquillo va tutto bene: la solita, mortale litania che continuano a diffondere da anni a tutte le loro vittime.

Possibile che anche in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo si lasci campo libero a queste persone e ai loro pericolosi deliri?

Vi conviene?

È morta Nadia Toffa, dopo un cancro vissuto sotto i riflettori. Mi dispiace tantissimo: morire a quarant’anni sembra quasi un’ingiustizia verso la vita.

Domani potremo parlare di come la narrativa della “guerra al cancro”, la sua personificazione in quanto “mostro” e tutta la semplificazione mediatica che ne consegue possa essere addirittura dannosa, soprattutto per un certo tipo di pazienti.

Oggi è il momento dell’abbraccio alla famiglia e agli amici della Toffa, ma anche e soprattutto a chi sta vivendo con un cancro e, giustamente, ha paura: ricordatevi che no, non tutti i tumori sono uguali e che le statistiche dicono che la sopravvivenza netta a cinque anni è di oltre la metà (54% per gli uomini, 63% delle donne).

Come si vede le terapie scientifiche non riescono a salvare tutti. Ma salvano molti (ancora, dipende dal tipo di tumore, dallo stadio e da tanti altri fattori). E riescono a dimostrarlo, nero su bianco. Affidarsi a “terapie” antiscientifiche significa abbassare le proprie possibilità di guarigione da oltre il 50% allo 0%. Vi conviene?

BioPsicoQuantistica a norma di legge

In fondo la signora ha ragione: c’è una normativa europea che le permette di parlare di medicina e fisica quantistica senza averne le basi e senza dover dimostrare niente e nessuno. A 50 euro a “seduta” via Skype.

Del resto, si rifà alle teorie di Natale Petti, diplomato all’ISEF, che poi si è preso una laurea in psicologia ed ora è regolarmente iscritto all’Ordine degli Psicologi della Puglia.

La prefazione al libro di Petti è firmata da Domenico Spinazzola, dirigente della Azienda Sanitaria Locale di Barletta, Andria e Trani e docente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Natale Petti insegna in una ‘Università‘ (che tale non è) presieduta dall’ex mano destra di Hamer in Italia, uno che a telecamera nascosta ha detto ad una giornalista che il suo tumore era dovuto alla “frustrazione sessuale”.

Forse, e dico ‘forse’, il problema in Italia non sono tanto gli anti-vax o qualche esagitato, ma le istituzioni come l’Ordine degli Psicologi e le Università che permettono che al loro interno operino persone che, alla luce del sole, si rifanno a pericolose teorie antiscientifiche.

Sospettosi

Rilancio la bella intervista a Silvia Bencivelli sul suo “Sospettosi” (il libro che avrei voluto scrivere io, se solo avessi un briciolo delle sue capacità):

Probabilmente le scelte di salute, come altre scelte della vita, non sono totalmente razionali. Anzi sono in buona parte scelte guidate dalla nostra emotività: ed è l’emozione che ci porta a sbagliare secondo alcune direttrici che sono sempre le stesse. Dettate magari da questioni identitarie, da qual è la nostra idea di mondo o di noi stessi. Questa è di sicuro la risposta più importante.

Hamer, la morte di una giovane e cosa si può fare per impedire altre vittime

L’altro giorno scrivevo della tragica morte di Eleonora Bottaro e della reazione collettiva alla condanna dei genitori.

Su Query, la rivista del CICAP, ho provato ad elaborare meglio il mio pensiero, con un background su come il padre sia arrivato a credere alla Nuova Medicina Germanica, mentre continuo a cercare sostegno perché chi può agire faccia in modo che queste storie non si ripetano più. Ed è una responsabilità che tocca tutti noi.

Condannati i coniugi Bottaro

Leggo molti commenti in seguito alla condanna dei genitori di Eleonora Bottaro, la ragazzina morta per una leucemia (con altissime probabilità di cura con la medicina scientifica) che ha seguito invece le teorie di Hamer, della quale parlo estesamente in #DossierHamer.

Ricordo che si tratta di una sentenza di secondo grado che ribalta la prima, e che le motivazioni non sono state depositate. Personalmente, credo che sia meglio aspettare per avere più elementi a disposizione, prima di cadere nella solita trappola della polarizzazione e della forte emotività.

Una sola cosa vorrei dire ora, però. Il padre di Eleonora è stato uno dei riferimenti hameriani in Italia: sono ANNI che scrivo della pericolosità di queste teorie; sono ANNI che faccio nomi e cognomi di “terapeuti” e medici (tuttora regolarmente iscritti ai loro Ordini) che hanno sostenuto e sostengono queste teorie, alla luce del sole; sono ANNI che denuncio tutto alle autorità competenti, che nella stragrande maggioranza dei casi mi vedono come un fastidio al loro quieto vivere.

E allora a cosa serve piangere un giorno per vomitare insulti su due genitori che hanno perso entrambi i figli? Non sarebbe meglio indirizzare questa rabbia verso chi potrebbe fare qualcosa per fermare questo strazio e invece non fa nulla?

Qui un post chiarissimo in tal senso del signor Bottaro, dopo il mio intervento a “MiManda Raitre” del maggio 2011.

Rifiuta le cure per seguire la Nuova Medicina Germanica

Dall’ospedale Gervasutta di Udine confermano: la psicoterapeuta Marta Roncaglia è morta per un cancro al seno «dopo aver rifiutato tutte le cure che le abbiamo proposto, perché ha intrapreso questo percorso terapeutico alternativo, [ovvero la “Nuova Medicina Germanica”]. E ci ha sperato, con suo marito, fino alla fine».

Niente chirurgia, niente radioterapia, niente chemioterapia, niente ricovero ospedaliero nelle fasi precedenti a quella terminale, sottolinea la giornalista Giulia Busetto. Per due lunghissimi anni, Marta ha seguito questo «percorso familiare condiviso: sia lei che il marito erano assolutamente consapevoli e convinti di poter guarire da questa malattia fino all’ultimo», spiegano dall’azienda ospedaliera.

Non sono noti i dettagli della malattia di Marta, se non che il suo tumore al seno le era stato diagnosticato due anni fa. Non sappiamo se sarebbe sicuramente guarita, come pure guariscono tante altre donne nella sua condizione, ma sappiamo che lascia due bambini di 3 e 5 anni dopo essersi lasciata crescere un tumore in corpo come tante altre vittime delle teorie di Hamer prima di lei. Come Marina ha lasciato una bambina, pur di non curarsi quel maledetto neo. Ma se per Marina c’è stata giustizia grazie alla perseveranza e alla dignità del fratello, in questo caso difficilmente sapremo i nomi di chi aveva convinto Marta e suo marito di poter guarire da un tumore soltanto risolvendo i propri “conflitti”.

La giornalista Giulia Busetto chiede alla direzione sanitaria del Gervasutta ‘ma è stato un medico a prescriverle il metodo (sic) Hamer?’, e loro rispondono: «Sì, si è rivolta a qualcuno ma non abbiamo chiesto altro, non possiamo interferire con le scelte del paziente per quanto discutibili». Può essere stata spinta o circuita da questo medico, chiede ancora la giornalista? «Crediamo di no. La scelta era consapevole. Lei ha creduto di guarire fino alla fine, così come il marito».

È giusto rispettare le scelte dei pazienti, ma se la direzione sanitaria dell’ospedale sapeva che un medico l’ha seguita in questo percorso ‘hameriano’ (come fece Danilo Toneguzzi con Manuela Trevisan), perché non segnalare la cosa all’Ordine? Perché l’Ordine continua a fare spallucce su queste morti, salvo costituirsi parte civile nel processo alla Durando? Capisco che siamo in un territorio difficile (Toneguzzi fu assolto poi da ogni accusa in sede legale), ma che senso ha indignarsi ciclicamente ad ogni morte quando sappiamo benissimo che ci sono medici ‘hameriani’ che operano alla luce del sole?

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