L'associazione specifica sempre di non poter effettuare
cure: eppure in tutti e due i casi che sono riuscito a
documentare viene coinvolto, in maniera più o meno diretta,
il presidente Marco Pfister. Sin dall’inizio della mia
inchiesta
Marco Pfister
(che stranamente Hamer nelle sue lettere chiama "alias
Pfister", indicando che non sarebbe quello il suo vero nome
- ma è una voce priva di fondamento) non si è mai fatto
avanti, preferendo lasciare la parola al presidente del
“Comitato scientifico”
Danilo
Toneguzzi,
medico psichiatra, che forse proprio per questo è
passato anche nell'ufficio stampa. Del resto un medico è
sempre più spendibile, da un punto di vista mediatico,
di un ex barista.
Nelle lettere pervenute nella redazione del mio quotidiano,
"Cronache del Mezzogiorno", non hanno mai negato quanto
attribuito loro, ma si sono limitati a specificare -ad
esempio- che il giro d’affari stimato in oltre 600mila euro
annui era regolarmente denunciato all’Agenzia delle
entrate. Nessun cenno ai casi di pazienti deceduti dopo i
consigli di Pfister, che organizza corsi biennali del costo
di migliaia di euro (ma, precisano, in maniera autonoma ed
esterna all’associazione). Il comitato scientifico, però,
ha come obiettivo anche la terapia: «Alla luce delle
diverse conoscenze specialistiche stiamo confrontando e
condividendo gli approcci terapeutici più idonei,
farmacologici e non, che siano in accordo con le Leggi
Biologiche», si legge sul loro sito.
Dopo che l'inchiesta sulle teorie hameriane è approdata
anche sulle pagine nazionali di Libero, grazie alla
pungente penna di Peppe Rinaldi, i Nas hanno fatto visita
all'associazione (fonte: MeetUp di Beppe Grillo e risposta
di Simona Cella del 21 dicembre 2007 nella sezione del loro
sito "Albavirisponde"). Non sono noti gli esiti di tale
ispezione, né la motivazione che ha spinto i Carabinieri ad
intervenire. Potrebbe trattarsi anche di un braccio
dell'inchiesta giudiziaria a carico di Paolo Rossaro. Credo
tuttavia che i Nas abbiano trovato ben poco: in tutti i
casi che sono riuscito a documentare il "terapeuta
hameriano" non ha mai scritto nulla, e tutte le
prescrizioni mediche avvenivano tramite telefono. Sarebbe
invece interessante analizzare meglio, da parte dei
Carabinieri, come si svolge esattamente il servizio
telefonico "Secondo parere", che approfondisco nella
pagina
seguente.
In ogni caso Alba ha dichiarato per bocca di Marco Pfister
e Simona Cella di aver provveduto a querelare "Libero" per
diffamazione (vedi
articolo):
ma neanche loro hanno saputo indicare quali fossero i
punti "diffamatori". Infatti quanto riportato da Peppe
Rinaldi è stato scrupolosamente documentato, così come
tutto quanto raccolto in questo sito. Di tale querela,
però, nessuno ha più saputo nulla.
Eppure tempo fa i dirigenti Alba lanciarono la "campagna
del block notes": in sostanza ogni volta che un hameriano
si fosse rivolto ad un medico avrebbe dovuto chiedergli di
mettergli per iscritto quanto questi diceva. Un
atteggiamento di sfida che cozza con il rapporto di fiducia
che dovrebbe esistere tra medico e paziente, ma
tralasciamo: è interessante notare come invece i "terapeuti
hameriani" non mettano
mai
nulla per iscritto. Già, perché se il paziente guarisce
sono stati bravi loro a guidarlo verso la guarigione,
mentre se muore è stata colpa del paziente stesso che non
ha trovato in sè la forza di reagire, o è colpa
dell'ambiente circostante, o è subentrato un imprevisto.
Purtroppo anche parlare di "casi guariti" è difficile,
perché non esiste un solo caso che documenti tale presunta
guarigione, a differenza di quanto avviene (e sta
avvenendo) per i tanti decessi.