Quindi si orientò di nuovo verso le terapie alternative. Un suo amico che lavorava presso una televisione le consigliò di contattare un "centro Hamer" a Malaga. Helena si mise in contatto con questo centro e qualcuno le promise al telefono che «seguendo le prescrizioni del dottor Hamer, lei sarebbe guarita entro tre settimane».
Helena seguì ciecamente le prescrizioni di una voce con un forte accento tedesco. Il 13 marzo 1995, la situazione peggiorò, e lei non poteva più uscire della sua camera. La voce tedesca però le vietò ogni farmaco analgesico, così come le vietò ogni chemioterapia. A causa dei forti dolori dormiva e mangiava poco.
Nel mese di giugno la situazione peggiorò ancora, ed Helena fu ricoverata d'urgenza in una clinica. Lì vide in televisione, per caso, un filmato a proposito di Olivia Pilhar, e sentì che Hamer lavorava senza abilitazione medica. Disse a sua figlia Valeria, con rammarico: «Se solo lo avessi saputo prima!» («Ojalá lo hubiera sabido antes»).
Il 4 agosto 1995 Helena morì tra atroci dolori. I medici Juan Puget Valencia e Vicenç Herrera furono denunciati, ma il processo si risolse con un'assoluzione. Puget Valencia negò di aver curato Helena secondo i dettami della "Nuova Medicina Germanica" e anzi prese le distanze da tale metodo. Il Colegio de Médicos de Barcelona vietò per due anni ad Herrera di curare secondo la Nmg, e vietò ogni pubblicità di questo metodo. Herrera fece appello al Consejo del Colegio de Médicos de Catalunya, che gli tolse l'abilitazione per l'esercizio della professione medica.
(vedi: Xavier Margarit (Barcelona), El Mundo del 13 agosto 1995)